L’oracolo dei francobolli ha parlato
Avete mai mimato l’atto di guidare una diligenza postale o di sigillare una lettera? No? Io e Tatjana sì. Infatti, in occasione del suo 175º anniversario, la Posta ha ideato delle visite guidate speciali in collaborazione con il Museo della comunicazione di Berna. Nel resoconto che segue, scoprirete perché abbiamo partecipato al gioco dei mimi e come ha fatto un serpente a finire improvvisamente in un sacco postale.
- La Posta SvizzeraTempo di lettura 3 minuti

Segreti postali... e non
La visita è iniziata dopo un breve check-in. Io e Tatjana abbiamo seguito con un piccolo gruppo la nostra guida esperta del Museo della comunicazione all’interno della mostra. Per prima cosa abbiamo dovuto mettere alla prova il nostro spirito di gruppo. La sfida consisteva nel guidare una pallina attraverso un labirinto che rappresentava una mappa ingrandita della Svizzera. Per farlo, dovevamo sollevare la mappa insieme al momento giusto e inclinarla nella direzione corretta. Dopo aver completato con successo la missione, la visita è proseguita nella sala dei vecchi mezzi usati per il recapito. Alzando lo sguardo abbiamo visto diversi veicoli esposti sopra le nostre teste: carrelli per le consegne a mano, biciclette e persino un’auto elettrica del 1913. Proprio così, la Posta impiegava già i veicoli elettrici della ditta Tribelhorn nel lontano 1913: un mezzo a quattro ruote per il recapito dei pacchi e, poco più tardi, un veicolo a tre ruote per gli invii espressi.

Segreti postali... e non
Una volta giunti al piano inferiore, ci siamo dovute subito tappare le orecchie. La nostra guida ha suonato il corno di un autopostale che, sempre quest’anno, festeggia i suoi cento anni. Il suo Pi-Po-Pa assordante gli permette di avvertire i veicoli in direzione opposta provenienti dalle tortuose strade di montagna.


