Calcio: la postina tra i pali
Janine Teuscher è tra le migliori portiere della Svizzera. Per questo si allena quattro volte alla settimana, oltre a un lavoro a tempo pieno alla Posta.
- La Posta SvizzeraTempo di lettura 2 minuti

portiera
«Come portiera sei o l’eroina o il capro espiatorio.» Janine Teuscher sa esattamente di cosa parla. Stare in porta per lei significa sopportare la pressione, pagare immediatamente ogni errore – e ciononostante rialzarsi sempre. A 28 anni, difende la porta dell’FC Thun Donne (Women’s Super League) e al contempo lavora a tempo pieno come sostituta responsabile di alcune filiali dell’agglomerato di Thun. Se riesce a far quadrare tutto, lo deve anche al suo capo appassionato di calcio. Il suo motto: «Se puoi pianificarlo, fallo!»
Il calcio è scritto nei geni di Janine: il nonno era un giocatore della lega nazionale, poi allenatore e arbitro. Anche il padre ha giocato nella lega nazionale, allenato da nientemeno che Hanspeter Latour. E poi c’era sua sorella – portiera nella lega nazionale A. È grazie a lei che Janine ha trovato il suo posto in porta. «Essere portiera è qualcosa di speciale. Sono l’ultima, ogni errore è fatale. Serve una grande forza mentale.»
Oggi si allena quattro volte a settimana, va direttamente dal lavoro all’allenamento, torna tardi a casa e si cucina qualcosa – «più che lavorare e giocare non rimane molto altro tempo.» Diventerà allenatrice un giorno? Forse. «Adesso voglio ancora giocare, poi si vedrà.»
A luglio sarà sugli spalti come tifosa agli Europei – alle partite Islanda-Finlandia a Thun e Spagna-Portogallo a Berna. Il suo cuore batte, oltre che per la Svizzera, anche per l’Inghilterra, ma la sua favorita per il titolo europeo è la Spagna. E la Svizzera? «Speriamo di arrivare molto lontano.»
Per Janine, il calcio è più di uno sport: è famiglia, storia, passione. E magari, un giorno, si aprirà un nuovo capitolo a bordo campo.