«Che trasporto pubblico vogliamo in futuro?»
Poche risorse, nuove forme di mobilità, autopostali elettrici: Christian Plüss, responsabile Servizi di mobilità, guarda al futuro del trasporto pubblico e di AutoPostale.
- La Posta SvizzeraTempo di lettura 4 minuti

Christian, qual è l’evoluzione nel trasporto pubblico che ritieni più interessante?
Una che a prima vista non si direbbe positiva: la crescente pressione finanziaria. Le indennità non sono più quelle di un tempo e questo ci spinge, come società e come settore, a chiederci seriamente: che trasporto pubblico vogliamo e con quale livello qualitativo? Qual è la strada migliore da seguire? Percorrere sempre più chilometri o configurare le offerte in modo più flessibile di oggi? Credo siano riflessioni utili e interessanti.
Cosa significa tutto questo per AutoPostale?
La scarsità di risorse obbliga i committenti, ossia i Cantoni e i Comuni, a fare delle scelte sulle allocazioni dei fondi. Noi abbiamo già introdotto misure di risparmio e di razionalizzazione, ma prima o poi arriveremo a un punto in cui non potremo più ridurre i costi senza pregiudicare la qualità, e quel punto non è poi così lontano. Ad esempio, se continuiamo a ridurre il numero di veicoli di riserva e poi un mezzo ha un guasto, saremo costretti a cancellare delle corse, cosa che oggi non succede praticamente mai. L’affidabilità è uno dei nostri punti di forza.
Ci sono quasi 1000 linee autopostale. Si prevede di sopprimerne qualcuna a medio termine?
La decisione spetta ai committenti, ma in ogni caso non sarebbe una tragedia. Il nostro obiettivo è di garantire un’offerta commisurata alle esigenze e non che l’autopostale arrivi in ogni paesino con una cadenza di mezz’ora. Oggi difendiamo insieme ai politici locali ogni singola linea, e invece dobbiamo cambiare mentalità ed essere aperti a nuove soluzioni.
Ti riferisci alle offerte on demand, ossia alle corse su ordinazione?
Sì, ma non solo. Il concetto è più ampio e comprende oltre alle soluzioni on demand, anche la guida autonoma, il car pooling e la micromobilità, nella quale rientrano le biciclette e i monopattini elettrici. , ad esempio, sta già collaborando con la start-up per offrire alle aziende servizi di mobilità a 360 gradi. Sono convinto che il trasporto pubblico diventerà più flessibile e personalizzato. In questo contesto la Posta è ben posizionata per promuovere nuove forme di mobilità.