I due omonimi hanno lavorato presso lo stesso ufficio di recapito e di recente hanno entrambi festeggiato 50 anni di carriera alla Posta: Kurt Lacher e Kurt Reding hanno vissuto il passaggio dal carrello manuale allo scooter elettrico, dalla figura di funzionario a quella di moderno fornitore di servizi e dal pagamento in contanti alla digitalizzazione.
«Ero proprio un ragazzo di campagna; a malapena riuscii a trovare la strada per tornare alla Sihlpost». Quando ripensa al suo primo giorno di lavoro a Zurigo, l’addetto al recapito in pensione Kurt Reding non riesce a trattenere un sorriso. Ciò che era iniziato come un salto nel buio obbligato si è trasformato in un legame cinquantennale con la Posta.
Ma Kurt Reding non è l’unico ad avere una storia così. Anche il suo omonimo Kurt Lacher ha appena festeggiato 50 anni esatti di servizio alla Posta. Entrambi sono rimasti fedeli non solo all’azienda, ma anche alla propria vocazione di addetti al recapito, ovviamente sempre in divisa da lavoro.
La vita di città non era poi male
Kurt Reding è originario del Cantone di Glarona, dove aveva svolto anche il suo apprendistato. È stato il destino a portarlo a Zurigo: in quegli anni, infatti, alla Sihlpost c’era una carenza di personale specializzato, una questione sempre attuale per la Posta, oggi come allora.
«I primi giorni di lavoro in città non mi piacquero granché», ammette Kurt Reding. «Mi dicevano che dovevo fare un paio di fermate in tram e che da lì sarebbe iniziato il mio giro. Ma io non avevo idea di dove fossi a Zurigo». Con il tempo, la vita di città ha iniziato a piacergli sempre di più: «Mi sono fatto degli ottimi amici e uscivo spesso».
Decine di migliaia di lettere tra le proprie mani
Nello stesso periodo Kurt Lacher ha iniziato la sua carriera a Rapperswil (SG), dove è stato testimone in prima persona degli esordi della Posta moderna. Anche qui c’erano problemi di carenza di personale, motivo per cui Lacher non è stato trasferito a Zurigo.
«Allora la posta veniva consegnata tre volte al giorno», ricorda l’uomo. «La quantità di lettere era ben diversa da oggi», precisa Kurt Reding e aggiunge: «Negli ultimi 50 anni ci saranno passate per le mani decine di migliaia di lettere».
Le giornate di lavoro erano lunghe e prevedevano tre consegne. «A quei tempi si facevano diverse pause molto lunghe. Io ne approfittavo per farmi un bagno nel lago di Zurigo, per leggere il giornale o giocare a carte con i Colleghi », racconta Kurt Reding. La quotidianità in giallo continuava anche una volta terminato il turno: «A fine giornata ci bevevamo sempre una birra tra colleghi», spiega Kurt Lacher e aggiunge: «Ci conoscevamo bene: eravamo amici, non solo colleghi».
Bancomat viventi
«Lo stereotipo è vero», dice ridendo Kurt Reding quando gli chiediamo cosa gli è rimasto più impresso dei suoi 50 anni alla Posta. «Una volta un cane mi ha morso una gamba. La padrona mi aveva detto che il cane voleva solo giocare. E invece no». I suoi pantaloni strappati non sono stati sostituiti; in compenso la Posta ha corrisposto un indennizzo alla padrona del cane per lo spavento preso.
La cosa che è rimasta più impressa ai due omonimi sono le persone che hanno incontrato sulla loro strada. «Sapevi tutto dei tuoi clienti», afferma Kurt Lacher. Un momento particolarmente intenso era il pagamento dell’AVS, che allora avveniva ancora in contanti. «Oggi sarebbe impensabile. Eravamo come dei bancomat viventi», ricorda Kurt Lacher.
Il versamento della pensione era un vero e proprio evento sociale: «I clienti erano sempre di ottimo umore quel giorno e quasi tutti volevano offrirti un caffè o la colazione», aggiunge Kurt Reding e sorride: «Se avessi accettato ogni invito, sarei ancora lì a recapitare lettere».
La storia continua
A un certo punto le strade dei due Kurt si sono finalmente incrociate nella Svizzera centrale: per oltre 20 anni hanno lavorato insieme a Pfäffikon (SZ). Kurt Reding è andato in pensione ad aprile di quest’anno, mentre Kurt Lacher continua a indossare la sua uniforme. Lavora su base oraria nel recapito e condivide la propria esperienza con le nuove generazioni.
Sono orgoglioso di aver lavorato 50 anni per la Posta. Al giorno d’oggi non è scontato.
Kurt Reding, addetto al recapito in pensione
I due Kurt guardano con soddisfazione alla propria carriera. «Sono orgoglioso di aver lavorato 50 anni per la Posta. Al giorno d’oggi non è per niente scontato», riflette Kurt Reding. Il suo omonimo conferma: «È stata una bella e lunga carriera. Sono sempre stato felice».
I due sono d’accordo: gli anni alla Posta sono volati. Alla domanda di come pensano che sarà la Posta tra 100 anni, Kurt Reding ride sotto i baffi: «La Posta verrà consegnata con i razzi». Kurt Lacher si fa pensieroso: «La Posta si evolverà, come ha sempre fatto fin dalla sua fondazione più di 175 anni fa». E conclude: «Per me ogni giornata che potevo trascorrere all’aperto era bella. Ed ecco che in un soffio sono passati 50 anni».