Kurt e Kurt: 100 anni in “divisa”
I due omonimi hanno lavorato presso lo stesso ufficio di recapito e di recente hanno entrambi festeggiato 50 anni di carriera alla Posta: Kurt Lacher e Kurt Reding hanno vissuto il passaggio dal carrello manuale allo scooter elettrico, dalla figura di funzionario a quella di moderno fornitore di servizi e dal pagamento in contanti alla digitalizzazione.
- La Posta SvizzeraTempo di lettura 4 minuti

La vita di città non era poi male
«Ero proprio un ragazzo di campagna; a malapena riuscii a trovare la strada per tornare alla Sihlpost». Quando ripensa al suo primo giorno di lavoro a Zurigo, l’addetto al recapito in pensione Kurt Reding non riesce a trattenere un sorriso. Ciò che era iniziato come un salto nel buio obbligato si è trasformato in un legame cinquantennale con la Posta.
Ma Kurt Reding non è l’unico ad avere una storia così. Anche il suo omonimo Kurt Lacher ha appena festeggiato 50 anni esatti di servizio alla Posta. Entrambi sono rimasti fedeli non solo all’azienda, ma anche alla propria vocazione di addetti al recapito, ovviamente sempre in divisa da lavoro.
La vita di città non era poi male
Kurt Reding è originario del Cantone di Glarona, dove aveva svolto anche il suo apprendistato. È stato il destino a portarlo a Zurigo: in quegli anni, infatti, alla Sihlpost c’era una carenza di personale specializzato, una questione sempre attuale per la Posta, oggi come allora.
«I primi giorni di lavoro in città non mi piacquero granché», ammette Kurt Reding. «Mi dicevano che dovevo fare un paio di fermate in tram e che da lì sarebbe iniziato il mio giro. Ma io non avevo idea di dove fossi a Zurigo». Con il tempo, la vita di città ha iniziato a piacergli sempre di più: «Mi sono fatto degli ottimi amici e uscivo spesso».
Decine di migliaia di lettere tra le proprie mani
Nello stesso periodo Kurt Lacher ha iniziato la sua carriera a Rapperswil (SG), dove è stato testimone in prima persona degli esordi della Posta moderna. Anche qui c’erano problemi di carenza di personale, motivo per cui Lacher non è stato trasferito a Zurigo.
«Allora la posta veniva consegnata tre volte al giorno», ricorda l’uomo. «La quantità di lettere era ben diversa da oggi», precisa Kurt Reding e aggiunge: «Negli ultimi 50 anni ci saranno passate per le mani decine di migliaia di lettere».


