«Nuove opportunità sia per chi attacca che per chi si difende»
Gli hacker sfruttano l’intelligenza artificiale per colpirci. Noi la usiamo per impedirglielo. Una situazione contorta. È tempo di fare un po’ di chiarezza insieme a Marcel Zumbühl, il nostro Chief Information Security Officer.
- La Posta SvizzeraTempo di lettura 7 minuti

Pericolosa o utile? Come potremmo definire l’intelligenza artificiale per la sicurezza IT?
Come accade per ogni nuovo sviluppo, il campo d’azione si allarga, offrendo nuove possibilità sia agli aggressori sia ai difensori. In generale, però, io sono ottimista. Approcciarsi per tempo alle nuove tecnologie significa riuscire a sfruttarne al meglio le opportunità. Noi della Posta ci occupiamo di intelligenza artificiale ormai da anni. Trovo interessante che, dai tempi in cui studiavo a oggi, la tecnologia non si sia evoluta particolarmente.
Il cambiamento principale quindi è solo che l’IA è diventata più accessibile grazie a tool come ChatGPT e Copilot?
Esatto. Ora si può comunicare con l’IA in maniera del tutto naturale mentre prima bisognava tradurre tutto in un linguaggio di programmazione per farsi capire dal computer. Oggi è il computer a fare questa traduzione per l’utente ed è da qui che nasce l’hype del momento. Mi è capitato raramente di vedere una tecnologia affermarsi in maniera così rapida e diffusa. Sembra che d’un tratto tutti avessero la sensazione di dover provare a usare l’intelligenza artificiale, come se fosse una questione di vita o di morte. Ache se all’inizio nessuno sapeva veramente come usarla.
Ci sono stati episodi, presso altre aziende, di collaboratrici o collaboratori che hanno inserito una serie di dati interni in una IA rendendoli così quasi pubblici. Ciononostante, la Posta adotta un approccio liberale.
La fase di sperimentazione ha dato ottimi frutti, quindi ora conviviamo con i relativi rischi. È stata una scelta consapevole. Inoltre, preferiamo che le persone usino i tool a disposizione sull’infrastruttura aziendale, dove possiamo fornire supporto in caso di emergenza, piuttosto che sui loro dispositivi privati.
Come impedite che il personale condivida accidentalmente dati interni con questi sistemi?
Innanzitutto, il personale deve capire che tutti i dati che inserisce in una IA possono poi anche essere di nuovo prelevati dal sistema. Deve inoltre sapere quali sono i dati confidenziali. Secondo Microsoft, rispetto ad altre aziende noi abbiamo molti dati classificati come C1 pubblico, C1 interno, C3 limitato e C4 confidenziale. È anche un vantaggio se si lavora con applicazioni Microsoft come Copilot.
