Quando le lettere fanno il girotondo
Cosa succede quando una lettera deve tornare al mittente? E come si trovano i dati di chi l’ha spedita? Il nostro redattore ha trascorso una giornata nel centro lettere Éclépens collaborando attivamente nella gestione degli invii di ritorno.
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Frenesia high-tech
Ad accogliermi al mio arrivo quella mattina al centro lettere di Éclépens, nel cuore della campagna vodese, c’è la pioggia. Perché ho visitato questo centro? Per familiarizzarmi con il trattamento degli invii di ritorno, ovvero le lettere che non trovano i propri destinatari o che vengono rifiutate e quindi rispedite. Il mio programma della giornata: andare alla scoperta di sette postazioni di lavoro, ciascuna con le proprie specificità.
José Marques, responsabile del processo di spartizione degli invii di ritorno, mi fa da cicerone in questo autentico formicaio e mi fornisce qualche informazione fondamentale, prima di metterci al lavoro. Nel centro lettere Éclépens vengono trattati in media 28 milioni di invii di questo tipo ogni anno. I 20 collaboratori e collaboratrici addetti a questo compito lavorano in modo accurato e brillante.
Frenesia high-tech
Il ciclo di vita di un invio di ritorno inizia con la spartizione automatica effettuata con l’impianto di spartizione degli invii di grande formato (FSM). Dopo alcune brevi spiegazioni, mi metto all’opera e inizio a separare tutti gli invii che non possono essere trattati con il macchinario, come i giornali, i cataloghi e tutti i supporti multimediali con uno spessore superiore ai 20 millimetri. Per il resto, la macchina scansiona le lettere e cerca un codice a matrice (DmC), ovvero una superficie digitale leggibile meccanicamente che contiene i dati del mittente, o un segno di affrancatura in assenza del codice. Dopo aver registrato queste informazioni, il macchinario restituisce la lettera nel caso in cui sia necessaria una rispedizione. In caso contrario, la lettera finisce in uno dei contenitori di smaltimento. Si tratta di un lavoro frenetico in cui bisogna rimanere concentrati per evitare errori e non bloccare la macchina. Ed è solo l’inizio!

